«Progetti agricoli, Salerno penalizzata. La preoccupazione del presidente Pascariello: regole da cambiare»

Utilizzare i fondi del Piano di sviluppo rurale ancora non spesi per rifinanziare le aziende agricole rimaste escluse (441 nel solo Salernitano) dalla ripartizione dei fondi del Psr Campania 2014-2020. È la proposta della Confederazione italiani agricoltori di Salerno che chiede un tavolo tecnico in Regione proprio per affrontare il problema che riguarda in gran parte aziende salernitane.

Già, perché s’assiste al paradosso di progetti ammissibili ma non finanziabili, perché sono terminati i fondi. E gran parte delle aziende rimaste a bocca asciutta, a livello regionale, si trovano proprio nella pianura a Sud del capoluogo, che sono, ironia della sorte, anche le più produttive. E che garantiscono il maggiore reddito e la maggiore occupazione e che, inoltre, contribuiscono in modo maggiore con fondi propri all’investimento.

Progetti ammissibili. Sono 1079 le pratiche risultate ammissibili ai sensi della misura 4.1.1 del Psr Campania 2014-2020, di queste 231 (circa il 21%) sono risultate utilmente collocate in graduatoria ai fini del finanziamento di 84 milioni di interventi con un contributo di circa 63,5 milioni pari al 75,6%. A livello regionale le provincie che hanno presentato più domande sono state Benevento e Salerno, con rispettivamente 388 e 356 aziende. In termini di valore, la provincia di Salerno ha presentato progetti per oltre 211 milioni seguita da Benevento ( 86,3 milioni), Avellino (51,6 milioni), Caserta (44,8 milioni) e Napoli (3,6 milioni).

 Le aziende salernitane. La provincia di Salerno, nella quale ricade circa il 40% di tutta la superficie agricola totale regionale e dove si concentra la maggiore percentuale di occupati in agricoltura, risulta la più finanziata sia in termini di numero di aziende (circa il 46%) sia in termini di erogazioni (circa il 53%). Restano non finanziate, a livello regionale, 849 aziende con progetti per 313 milioni. E un contributo di 211,5 milioni pari al 67,5% della spesa. Dell’importo non finanziabile circa il 52% (163,8 milioni) riguarda la provincia di Salerno. La Rete rurale nazionale evidenzia che in Campania al 31 marzo 2019, su una spesa pubblica complessiva pari a 1,8miliardi, quella effettivamente sostenuta risultava essere pari ad 497,6 milioni (circa il 27%).

 

La proposta della Cia. «Molte misure del Psr – evidenzia il presidente provinciale della Cia, Gaetano Pascariello - risultano, ad oggi, poco gettonate. Pertanto sarebbe possibile, con una rimodulazione, il recupero dei fondi necessari per finanziare gli agricoltori rimasti fuori. Tra l’altro, a causa delle modalità di attribuzione dei punteggi e delle aliquote di finanziamento, sono risultate escluse proprio le aziende di pianura più produttive che garantiscono il maggiore reddito e la maggiore occupazione e che, inoltre, contribuiscono in modo maggiore con fondi propri all’investimento».

 

Proprio per questo motivo il presidente Pascariello «nella consapevolezza che le aziende della provincia, e l’economia agricola in generale, hanno subito una grave penalizzazione» propone di «mettere in atto tutte le soluzioni possibili per far sì che gli imprenditori agricoli possano avvalersi dei finanziamenti comunitari per il miglioramento delle loro produzioni»; avviando un  tavolo di confronto con la Regione per trovare «idonee soluzioni al problema».


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