Approvato dalla Camera di Commercio il progetto proposto da CIA Salerno sullo zafferano

Le finalità del progetto, proposto da CIA riguardano la valutazione di materiale di propagazione di diversa origine, di diversi trattamenti agronomici e post-raccolta per lo zafferano (Crocus sativus L.).

E’ oggi in forte rivalutazione la coltivazione dello zafferano destinato sia al mercato alimentare sia a quello della produzione di nutraceutici.

In alcune aree collinari della provincia di Salerno, ed in generale della Campania, piccole aziende agricole hanno intrapreso la coltivazione dello zafferano. Questa spezia trova largo impiego in un settore classico come quello gastronomico; sia come colorante alimentare che come specie aromatica; tuttavia è in forte crescita l’impiego di questa specie nella preparazione di prodotti salutistici e nutraceutici.

In generale, l’Italia importa gran parte del suo fabbisogno dall’estero, in particolare dall’Iran e dai Paesi mediorientali. Il prodotto importato tuttavia non presenta qualità organolettiche costanti e spesso il prezzo di acquisto non corrisponde alla reale qualità del prodotto. Talvolta il prodotto importato è sofisticato con altre piante, come ad esempio il cartamo, allo scopo di migliorarne il potere colorante.

Le piccole aziende agricole che coltivano zafferano, spesso come coltura accessoria ad altre produzioni, non hanno un mercato di riferimento e immettono il prodotto sul mercato con la vendita diretta, senza che esista un marketing o strategie per la valorizzazione del prodotto.

Inoltre, ciascuna azienda si rifornisce di materiale di propagazione differente (bulbi di origine sarda oppure provenienti dal centro Italia o anche da Paesi esteri), senza che ci sia una valutazione agronomica delle rese quali-quantitativa.

Per supportare le aziende che già producono e quelle  intendo iniziare la coltivazione dello zafferano, la Cia di Salerno con il cofinanziamento della Camera di Commercio dà avvio ad un progetto sperimentale per la coltivazione di questa pianta con bulbi di provenienza diversa al fine di valutarne l’adattamento alle condizioni pedoclimatiche.

Si procederà con uno studio agronomico, al fine di valutare le variazioni indotte da sesti di impianto differenti e da possibile meccanizzazione parziale delle lavorazioni; ed infine grazie al supporto del dipartimento di Farmacia di UNISA alla caratterizzazione fitochimica dei prodotti derivanti dalle lavorazioni, al fine di valutare la qualità del prodotto stimmi per impiego come coloranti alimentari; come integratori alimentari e/o nutraceutici; e come possibile riutilizzo nel mercato liquoristico, cosmeceutico, tintorio.


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