Distretti rurali, approvata dal Comitato l’istanza per il riconoscimento da presentare alla Regione Campania. Determinante il ruolo di Cia Salerno.

Tempestiva e ambiziosa è stata la risposta del territorio salernitano all’indomani dell’ approvazione, da parte della Giunta regionale, del Regolamento di Attuazione per il riconoscimento e la costituzione dei distretti rurali e i distretti agroalimentari di qualità. E determinante, come sempre, il ruolo di Cia Salerno, sostenitrice di un modello gestionale che punti sulla qualità dei prodotti e su un cibo sano e terapeutico.

Il 24 aprile presso il Crea Of di Pontecagnano l’ assemblea del Comitato ha discusso e approvato all’ unanimità l’istanza per il riconoscimento del Distretto Rurale delle Aree Interne e Protette da presentare alla Regione Campania.

Presenti all’ assemblea,oltre Cia Salerno, tutte le parti, pubbliche e private costituenti il Comitato: dalle amministrazioni comunali ai gruppi di azione locale, dalle associazioni di scopo alle cooperative sociali, le aziende, gli enti di ricerca, medici, oncologi, agronomi.

Presenti anche il promotore del Comitato Gennaro Capo  e la presidente del Comitato Anna Pina Arcaro.  E, in rappresentanza del Ministero del Sud, le senatrici Felicia Gaudiano e Virginia La Mura per il settore ambiente.

E’ dunque sul punto di concludersi l’ultima delle tre fasi dell’iter procedimentale così come definito dal Regolamento di Attuazione per il riconoscimento vero e proprio del Distretto Rurale: depositata l’istanza alla Regione Campania, la stessa dovrà essere approvata dalla Giunta Regionale.

Dopo anni di incontri, concertazioni sui territori e idee progettuali, un grande obiettivo sta per essere finalmente  raggiunto.

 

I distretti agroalimentari di qualità devono costruire un sistema produttivo che metta insieme le imprese agricole, le associazioni e le istituzioni per realizzare l’obiettivo comune di sviluppo dell’economia locale e di tutela del paesaggio. “-ha affermato il presidente della Cia Gaetano Pascariello, che precisa:

“ I DAQ devono valorizzare i prodotti agricoli certificati e di qualità, dando voce alle tante imprese, che vivono in aree rurali e marginali, lontano dai grandi circuiti produttivi, che possono innestare un sistema di sviluppo territoriale d'insieme.”


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