GAL COLLINE SALERNITANE: APERTURA BANDO PROGETTO SOSTEGNO A INVESTIMENTI NON PRODUTTIVI CONNESSI ALL'ADEMPIMENTO DEGLI OBIETTIVI AGROCLIMATICO-AMBIENTALI, FINANZIAMENTO DI EURO 250.000,00

PSR Campania 2014/2020. MISURA 19 – Sviluppo Locale di Tipo

Partecipativo – LEADER. Sottomisura 19.2. Tipologia di intervento 19.2.1

“Strategie di Sviluppo Locale”

 

Misura 4: Investimenti in immobilizzazioni materiali art. 17 del Reg. UE 1305/2013

Sottomisura 4.4: Sostegno a investimenti non produttivi connessi all'adempimento degli

obiettivi agroclimatico-ambientali

Tipologia 4.4.2: Creazione e/o ripristino e/o ampliamento di infrastrutture verdi e di

elementi del paesaggio agrario

 

 

- Approvato con deliberazione del CdA del 04/02/2019;

- Apertura termini per presentazione domande di sostegno 18/02/2019

compreso;

- Chiusura termini per presentazione domande di sostegno su SIAN

18/05/2019 ore 23:59;

- Chiusura dei termini per la eventuale consegna della documentazione

cartacea al protocollo del GAL 20/05/2019 ore 13:30.

 

1. OBIETTIVI E FINALITÀ

Per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile dell'attività agroalimentare del territorio

di competenza del GAL Colline Salernitane è necessario agire a livello di miglioramento

delle condizioni ambientali del territorio in un'ottica agro-climatica-ambientale,

perseguendo il raggiungimento di uno stato di conservazione soddisfacente della

biodiversità. Va anche evidenziato che un ambiente dotato di uno scarso grado di

diversità biologica, cioè ecologicamente meno diversificato e quindi disorganizzato,

reagisce meno attivamente alle repentine variazioni atmosferiche e climatiche.

Conseguentemente occorre prevedere una specifica tipologia di intervento finalizzata al

sostegno, al ripristino e alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali nonché

della flora e della fauna selvatiche di interesse dell’Unione, nonché di specifici elementi

del paesaggio agrario, attraverso la realizzazione di interventi di creazione e/o ripristino

e/o ampliamento di infrastrutture verdi e di specifici elementi del paesaggio in aree

degradate e/o coltivate. A questo scopo la tipologia di intervento si rivolge in particolare,

in termini di pubblica utilità, alle zone appartenenti alla Rete regionale Natura 2000 o ad

altre zone di grande pregio naturale definite dal Programma.

Questa tipologia d’intervento risponde ai seguenti fabbisogni: F13, F16 e F18 e alla priorità

dell?unione 4 “Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all?agricoltura ed

alla silvicoltura” Focus Area 4a “Salvaguardia, ripristino e miglioramento della biodiversità,

compreso nelle zone Natura 2000 e nelle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli

specifici, nell'agricoltura ad alto valore naturalistico, nonché dell'assetto paesaggistico

dell'Europa”. La tipologia d?intervento contribuisce indirettamente alla FA 4c.

 

2. AMBITO TERRITORIALE

La tipologia d’intervento trova applicazione sul territorio di competenza del GAL Colline

Salernitane ovvero nei Comuni di: Acerno, Castiglione del Genovesi, Giffoni Sei Casali,

Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano,

San Cipriano Picentino e San Mango Piemonte, della provincia di Salerno.

Nel caso di beneficiari pubblici possono essere oggetto di finanziamento solo le superfici

di proprietà pubblica appartenenti a Stato, Regione, Comuni, Parchi, ecc. e aree di

proprietà o in gestione ai Consorzi di bonifica.

Sono escluse le superfici agricole che necessitano di ripristino in conseguenza di attività

illecite per abusi edilizi o violazioni del T.U. Ambientale

 

3. DOTAZIONE FINANZIARIA

Con il presente bando sono erogati aiuti per un importo complessivo di euro 250.000.

 

4. DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI

La tipologia di intervento prevede la concessione di aiuti finanziari per la realizzazione di

tre interventi:

· Intervento a) terrazzamenti e ciglionamenti;

· Intervento b) fasce tampone;

· Intervento c) siepi, filari, boschetti.

 

REQUISITI MINIMI TECNICI

Intervento a) terrazzamenti e ciglionamenti

Esso prevede esclusivamente il ripristino e/o l’ampliamento degli elementi strutturali dei

terrazzamenti e ciglionamenti (inteso come: un sistema di gestione ed organizzazione del

territorio attraverso la creazione di muri di contenimento, la captazione e la canalizzazione

delle acque, la creazione di terreno fertile di coltivazione, il lavoro di intaglio e di

costruzione delle scale e la manutenzione dei sentieri), con gli obiettivi di contribuire alla

tutela del territorio, delle coltivazioni tradizionali e alla salvaguardia di specifiche

componenti ad alto valore paesaggistico del territorio di competenza del GAL Colline

Salernitane.

Sono ammessi i seguenti sottointerventi:

Sottointervento a1

muri di contenimento monofacciali realizzati con conci di pietra assemblati a secco

senza l’uso di malta, sia con uso di pietra locale recuperata in loco (subtipo A, realizzato

con più del 50% della pietra locale recuperata in loco) che con uso di pietra locale

recuperata altrove (subtipo B).

Sottointervento a2

muri di contenimento monofacciali realizzati con conci di pietra assemblati a secco con

l’uso di malta, sia con uso di pietra locale recuperata in loco (subtipo A, realizzato con più

del 50% della pietra locale recuperata in loco) che con uso di pietra locale recuperata

altrove (subtipo B).

Sottointervento a3

muri di contenimento monofacciali realizzati con conci di pietra quadrangolare

assemblati a secco con l’uso di malta.

Sottointervento a4

terrazzamenti e/o ciglionamenti erbosi, con o senza rinforzi di pietrame.

Sottointervento a5

sentieri e viabilità del sistema dei terrazzi e/o dei ciglioni, finanziabile solo a

completamento dei sottointerventi a1, a2, a3, e/o a4.

Sottointervento a6

gradini in pietra per scala di raccordo, finanziabile solo a completamento dei

sottointerventi a1, a2, a3, e/o a4.

Sottointervento a7

canalette di raccolta delle acque di ruscellamento, finanziabile solo a completamento dei

sottointerventi a1, a2, a3, e/o a4, sia in terra presidiate (subtipo A) che in terra non

presidiate (subtipo B) che in pietrame (subtipo C)

Sottointervento a8

vasche per la raccolta delle acque, finanziabile solo a completamento dei sottointerventi

a1, a2, a3, e/o a4 e solo come intervento di ripristino.

L’intervento a) esclude la creazione ex novo di terrazzamenti e ciglionamenti quando

questi non sono presenti sulle particelle oggetto dell?intervento, e deve assicurare che:

 

1. il ripristino dei terrazzamenti e ciglionamenti presenti sulle particelle oggetto

dell’intervento costituisca almeno il 51% della spesa ammessa per i soli lavori;

2. l’eventuale ampliamento degli elementi strutturali, successivi al ripristino, dei

terrazzamenti e ciglionamenti presenti sulle particelle oggetto dell?intervento

costituisca non più del 49% della spesa ammessa per i soli lavori;

3. la spesa ammessa per i sottointerventi a5, a6, a7 e a8 non deve risultare superiore

al 30% di quello previsto per le opere di ripristino e/o ampliamento di cui agli

interventi a1, a2, a3 e a4;

4. eventuali interventi di ingegneria naturalistica sono ammessi per un importo non

superiore al 10% spesa ammessa per i soli lavori.

I sottointerventi a5, a6, a7 e a8 devono risultare connessi funzionalmente all’area

interessata al ripristino e/o ampliamento dei terrazzamenti e ciglionamenti. Pertanto non

devono prolungarsi al di fuori dell’area fatta eccezione per le canalette di raccolta delle

acque di ruscellamento (sottointervento a7) che potranno essere prolungate fino alla linea

di impluvio più vicina. Le vasche per la raccolta delle acque (sottointervento a8) solo

ammesse solo come intervento di ripristino.

 

Intervento b) fasce tampone

Esso prevede il ripristino e/o creazione e/o l’ampliamento di fasce tampone vegetate

(intese come: formazioni lineari di vegetazione erbacea, arborea e/o arbustiva frapposte

fra le coltivazioni ed i corsi d'acqua), e si propone prioritariamente il conseguimento

dell’obiettivo di tutela delle acque dai nutrienti azotati, nel contesto più generale degli

obiettivi di miglioramento della qualità delle acque. Poste principalmente, ma non solo,

lungo il reticolo idrografico minore, le fasce tampone hanno la possibilità di intercettare i

deflussi superficiali e sub-superficiali dell’acqua direzionati dalla fonte di inquinamento

verso il corpo idrico accettore, agendo efficacemente da filtro nei confronti degli

inquinanti veicolati dalle acque con un'efficacia di rimozione di azoto variabile dal 50 al

100%.

Non sono finanziabili fasce tampone obbligatorie ai sensi della condizionalità (in

particolare BCAA1 “Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua”, in quanto

vanno oltre l’impegno b) “Costituzione/non eliminazione della fascia inerbita” - DM n. 180

del 23.01.15 e DGR 336/2015 di recepimento).

Gli interventi:

Le specie da utilizzare per le fasce tampone devono essere:

per lo Strato Arboreo entro i primi 15 metri dal corso del fiume:

 

Alnus glutinosa, Salix alba, Salix caprea, Salix fragilis, Populus alba, Populus nigra,

Fraxinus oxycarpa; Nelle file esterne, oltre alle precedenti: Quercus robur, Prunus

avium, Prunus spinosa, Acer campestre, Ulmus minor.

per lo strato Arbustivo:

Salix purpurea, Salix eleagnos, Salix trianda, Salix viminalis, Salix appennina, Salix

cinerea, Corylus avellana, Cornus mas, Cornus sanguinea, Sambucus nigra,

Ligustrum vulgare, Euonymus europaeus, Viburnum opalus.

 

Intervento c) siepi, filari, boschetti

Esso prevede il ripristino e/o la creazione e/o l’ampliamento di siepi, filari e boschetti, al

fine di aumentare la complessità dell’ecosistema, arricchirlo e diversificare il paesaggio

rurale, potenziano le reti ecologiche e creano luoghi di rifugio e riproduzione della fauna

selvatica. Svolgono quindi un’importante azione di salvaguardia della biodiversità sia

vegetale che animale.

Sono escluse tutte le piantagioni arboree dei giardini e dei parchi urbani, i filari e le siepi di

recinzione delle abitazioni, i filari urbani.

Le specie da utilizzare, dettagliate nell’allegato “B”, devono essere quelle caratteristiche

della fascia fitoclimatica di impianto:

· Fascia mediterranea o Orizzonte mediterraneo: dal litorale ai primi sistemi collinari;

· Fascia sannitica o Orizzonte submediterraneo: dai 500 ai 1.000 metri di quota circa;

· Fascia atlantica e Fascia subatlantica: dai 1.000 ai 1.800 metri circa Vegetazione

climax potenziale del bosco di faggio;

· Fascia mediterraneo alto-montana o Piano culminale, oltre i 1800 metri.

Nel rispetto delle associazioni fitoclimatiche su descritte si può ricorrere anche ad altre

specie significative nella flora regionale, di seguito elencate:

Latifoglie:

Acer campestris, Acer lobelii, Acer monspessulanum, Acer opalus sub obtusatum,

Acer pseudoplatanus, Alnus glutinosa, Betula pendula, Celtis australis, Cercis

siliquastrum, Corylus avellanae, Fraxinus excelsior, Fraxinus oxyfilla, Genista spp.,

juniperus spp., Ostrya carpinifolia, Prunus avium, Prunus spinosa, Prunus mahaleb ,

Pyrus pyraster, Quercus robur, Quercus frainetto, Sorbus domestica, Sorbus

torminalis, Tamerix gallica, Tilia cordata, Tilia europea, Tilia platiiphyllos, Ulmus spp.

Nella fascia fitoclimatica tipica della macchia mediterranea: Erica scoparia,

Ceratonia siliqua.

Conifere:

possono essere utilizzate, esclusivamente nella stazione climatica propria di ogni

specie, qualora dagli elaborati tecnici si evinca l’ indispensabilità del loro uso. Esse

possono essere: Pinus halepensis, Pinus marittima, Pinus domestica, Cupressus

semprevirens, Taxus baccata.

Sottointervento c1 – Siepi e/o filari

Si considera siepe una struttura vegetale, appartenenti al contesto floristico e

vegetazionale della zona, ad andamento lineare, con distanze di impianto irregolari,

preferibilmente disposta su più file, con uno sviluppo verticale pluristratificato legato alla

compresenza di specie diverse. La s iepe è intesa come mantenuta libera dalle

coltivazioni agrarie.

Si considera filare una formazione vegetale ad andamento lineare e regolare,

generalmente a fila semplice o doppia, composta da specie arboree governate ad alto

fusto e/o a ceduo semplice, comprendente almeno 15 individui ogni 100 metri.

Impianto

Le siepi di nuova costituzione possono essere formate con esemplari di varie specie

distribuiti in andamenti lineari con distanze fra le piante variabili da 1 a 2 metri. È

necessaria la compresenza di almeno due specie diverse (la presenza minima di una

essenza deve essere La lunghezza minima di un intervento è di 100 metri.

La larghezza della siepe, considerata la proiezione ortogonale della chioma a maturità,

deve essere superiore a 1,0 metri ed inferiore a 5 metri.

I filari possono avere una disposizione in file semplici, in alcuni casi monospecifiche e in

altri di composizione polispecifica, con interasse tra una pianta e la successiva non

superiore a 7 metri circa, in modo da raggiungere il numero minimo di 15 piante su 100

metri.

La larghezza del filare, considerata la proiezione ortogonale della chioma a maturità,

deve essere inferiore a 10 metri.

Ripristino

L’intervento interessa le strutture vegetali lineari (siepi e filari) esistenti e richiede l’

esecuzione delle cure colturali sotto elencate:

· mantenimento della densità e verifica dello stato di salute delle piante con

reintegrazione e sostituzione dei soggetti morti, comprendendo eventuali cure

localizzate, rimozione del secco, ecc.;

· introduzione, dove sia abbondantemente presente robinia (Robinia pseudacacia),

un congruo numero d’individui appartenenti ad almeno tre specie diverse facenti

parte della flora autoctona locale.

Le ceduazione e capitozzatura sono consentite purché non effettuate

contemporaneamente su tutte le piante presenti, in modo da lasciare un’adeguata

copertura vegetale.

 

Criteri di scelta

La scelta delle specie vegetali da impiegare è determinata sia dal tipo di siepe che si

desidera impiantare sia dalle caratteristiche pedologiche e climatiche dell’area d’

intervento. Nella costituzione di una siepe occorre considerare i seguenti fattori:

· scegliere specie idonee al substrato, all’esposizione, al grado d’umidità presente

nel suolo;

· utilizzare specie sia arboree sia arbustive esclusivamente autoctone;

· realizzare impianti fitti;

· distribuire le specie per gruppi di piccole dimensioni, alternando specie di differenti

caratteristiche ecologiche e morfologiche;

· eseguire cure colturali mirate, in particolare nei primi tre anni (fase di impianto:

spuntatura dei rametti o dell'apparato radicale, innaffiamento, concimazione alla

buca, alla posa di tutore; fase di manutenzione intensiva: irrigazioni di soccorso e il contenimento delle erbe infestanti; fase di manutenzione estensiva: eventuale

reintegrazione delle fallanze);

· rispettare le sequenze floristiche prescelte;

· assicurare un’adeguata accessibilità ai canali d?irrigazione e di scolo per effettuare

le necessarie opere di manutenzione.

È ammessa l’introduzione all’interno delle siepi, e in esse distribuite, di appropriate cultivar

di rosa, avente funzioni di piante spia, per il controllo integrato della difesa delle colture,

nella misura massima di n. 25 (venticinque) piante ad ettaro.

 

Sottointervento c2 – Boschetti

Si considera boschetto (fasce o macchie boscate) una struttura vegetale plurispecie ad

andamento lineare (fascia boscata) continuo o discontinuo o di forma varia (macchia

boscata), con sesto di impianto irregolare e con sviluppo verticale pluristratificato legato

alla compresenza di specie erbacee, arbustive ed arboree appartenenti al contesto

floristico e vegetazionale della zona.

La struttura vegetale deve avere estensione non superiore a 2.000 metri quadrati,

larghezza media non superiore a 20 metri e copertura non superiore al 20 per cento, con

misurazione effettuata dalla base esterna dei fusti. La superficie della particella non

investita dall’intervento dovrà essere di estensione superiore a 2.000 metri quadrati.

Ripristino

La superficie minima d’intervento è di 500 mq in un solo corpo.

Occorre adottare gli accorgimenti atti a favorire il mantenimento di una diversità

strutturale specifica dei popolamenti vegetali ed animali come: il mantenimento di alcuni

esemplari arborei deperienti o secchi, evitare il ristagno dell’acqua nei terreni, il

mantenimento di fossi asciutti con scarpate vive idonei agli animali fossori (es. roditori).

Nelle macchie o nelle fasce dove sia abbondantemente presente robinia (Robinia

pseudacacia) è necessario introdurre un congruo numero d’individui appartenenti ad

almeno tre specie diverse facenti parte della flora autoctona locale (si veda l’allegato B).

 

Cantierabilità e requisiti degli investimenti

Al momento della presentazione della domanda il progetto deve essere esecutivo cioè

corredato da tutti i titoli abilitativi richiesti (allegato A). Pertanto gli interventi dovranno:

· non costituire obblighi legali (ne per quanto obblighi di condizionalità) come previsti

dal vigente Programma di azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola

della Campania;

· garantire la qualità dell’opera e la rispondenza alle finalità relative;

· rispettare le norme generali e particolari di protezione dell?ambiente, della flora e

della fauna selvatica;

· garantire la conformità alle norme urbanistiche, paesaggistiche ed ambientali;

· rispettare tutte le norme relative alla sicurezza;

· rispettare i “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione

relative ai siti Natura 2000 (SIC, ZPS) e (SIR), ed essere compatibili con le “Norme

tecniche relative alle forme e alle modalità di tutela e conservazione dei siti di

importanza regionale? di cui alla DGR n.644 del 5 Luglio 2004 e alla DGR n. 454 del

16 giugno 2008 e al Decreto Dirigenziale della UOD Parchi, gestione risorse naturali

protette della Direzione Generale per l'ambiente e l'ecosistema n. 51 del

26/10/2016 “Misure di Conservazione dei SIC per la designazione delle ZSC della

Rete Natura 2000 della Regione Campania”;

· conformi ai contenuti previsti dagli strumenti di pianificazione e regolamentazione

redatti dai soggetti gestori per le aree protette istituite ai sensi della L. 394/91 e LR

30/15 e s.m.i.

Inoltre, come stabilito da parere nota n. 513807 del 27/07/2016 della UOD Valutazioni

Ambientali della DG per l’Ambiente e l’Ecosistema, alla sottomisura 4.4 non si applica la

procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e la procedura di Assoggettabilità alla

Valutazione di Impatto Ambientale

 

5. BENEFICIARI

Agricoltori singoli ed associati, nelle forme giuridicamente riconosciute (quali società in

accomandita semplice; società in accomandita per azioni; società semplici, società a

responsabilità limitata; soc. coop.; consorzi iscritti nei registri o schedari; società per azioni;

società in nome collettivo; aziende speciali e consorzi; altre società cooperative; ditta

individuale) o nella forma di A.T.S./A.T.I., costituita o costituenda (entro e non oltre il

provvedimento di concessione); in tal caso l’associazione temporanea dovrà individuare

un capofila che sarà il referente nei rapporti amministrativi e finanziari con la Regione

Campania.

Proprietari (proprietari fondiari privati: persona fisica).

Gestori del territorio (Provincia; Comune; Comunità montana o isolana; Unione di comuni;

Città metropolitana; Istituto, scuola e università pubblica; Ente pubblico non economico;

Istituto o ente pubblico di ricerca; Consorzio di diritto pubblico; Ente parco; Ente di

sviluppo agricolo regionale o di altro ente locale; Ente ambientale regionale; Ente per la

ricerca e per l’aggiornamento educativo; Altro ente pubblico non economico

nazionale). Consorzi di Bonifica; Autorità di Bacino regionali e interregionali

 

6. CONDIZIONI DI AMMISSIBILITÀ

Gli interventi sono ammissibili sui terreni agricoli del territorio di competenza del GAL

Colline Salernitane ovvero nei Comuni di: Acerno, Castiglione del Genovesi, Giffoni Sei

Casali, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Olevano sul

Tusciano, San Cipriano Picentino e San Mango Piemonte, della provincia di Salerno. Sono

escluse le superfici boschive nonché le superfici agricole che necessitano di ripristino in

conseguenza di attività illecite.

Per l’accesso al sostegno previsto dal presente bando il richiedente deve:

· essere in possesso di superfici agricole nel territorio amministrativo della Regione

Campania sulle quali si intende realizzare l'investimento. Per i proprietari fondiari

privati (persona fisica), si specifica che la Domanda di Sostegno può essere

presentata esclusivamente dal proprietario (titolo di proprietà) che abbia la

disponibilità del bene su cui intende realizzare l’intervento (disponibilità riscontrabile

da fascicolo aziendale).

· per i beneficiari agricoltori: essere in possesso di partita IVA ed esseri iscritti nel registro delle imprese agricole della CCIAA – Sezione speciale imprenditori agricoli

o Sezione coltivatori diretti o Sezione speciale imprese agricole.

· per il beneficiario privato, il progetto deve essere esecutivo cioè corredato da tutti i

titoli abilitativi richiesti;

· per il beneficiario pubblico il progetto dovrà essere prodotto ai sensi del Decreto

legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ed essere esecutivo cioè corredato da tutti i titoli

abilitativi richiesti;

· garantire la manutenzione in efficienza dei beni per 5 anni dalla liquidazione del

saldo del contributo concesso.

Nel caso dell’intervento b) (fasce tampone) gli interventi devono avere una larghezza

massima di 5 metri lineari e una lunghezza minima di 100 metri. Inoltre dovranno essere

realizzati a partire dalla fascia tampone di cui all’obbligo della condizionalità BCAA1

“Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua” impegno b) cioè a partire da 5

metri ridotti a metri 3 in funzione dello stato ecologico e dello stato chimico del corpo

idrico superficiale interessato.

Inoltre, così come stabilito dalla nota n. 513807 del 27/07/2016 della UOD Valutazioni

Ambientali della DG per l’Ambiente e l’Ecosistema, alla sottomisura 4.4 non si applica la

procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e la procedura di Assoggettabilità alla

Valutazione di Impatto Ambientale.

La Valutazione di incidenza (V.I.) è regolamentata dal Regolamento regionale n. 12010

art. 2 commi e 3. Pertanto, così come affermato dalla nota, ne conseguono che la

tipologia di intervento è/non è assoggettata alla Procedura di verifica preliminare della

V.I. secondo lo schema riportato nel par. “Cantierabilità e requisiti degli investimenti”.

Ai sensi dell’art. 24 del Reg. (UE) n. 809/2014, il GAL Colline Salernitane effettua i controlli

amministrativi sul 100% delle condizioni di ammissibilità.

 

7. ULTERIORI CONDIZIONI PRECLUSIVE ALL’ACCESSO

Fatto salvo quanto previsto dal paragrafo 12.1 delle Disposizioni Attuative Generali per le

Misure non connesse alla superficie e/o agli animali, le quali costituiscono parte integrante

e sostanziale per quanto non espressamente previsto dal presente bando, si specifica che,

in sede di istruttoria della domanda di sostegno, devono essere verificate ulteriori

condizioni preclusive alla concessione dell’aiuto.

In particolare, il richiedente (soggetto privato):

- non deve aver subito condanne per delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416,

416-bis, 640 co. 2 n. 1 e 640 bis, 648-bis, 648-ter e 648-ter. 1 del codice penale o per reati

contro la Pubblica Amministrazione o per ogni al-tro delitto da cui derivi, quale pena

accessoria, l'incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione;

- (in caso di società e associazioni, anche prive di personalità giuridica) non deve avere

subito sanzione interdittiva a contrarre con la Pubblica Amministrazione, di cui all’art. 9,

comma 2, lettera c), del D. Lgs. n. 231/2001;

- non deve essere oggetto di procedure concorsuali ovvero in stato di falli-mento, di

liquidazione coatta, di concordato preventivo, e/o di non essere in presenza di un

procedimento in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni;

- non deve aver commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia

di salute e sicurezza sul lavoro, di cui al D.lgs. n. 81/2008, tali da determinare la

commissione di reati penalmente rilevanti;

- non deve aver subito condanne, con sentenza passata in giudicato, per reati di frode

o sofisticazione di prodotti alimentari di cui al Titolo VI capo II e Titolo VIII capo II del

Codice Penale e di cui agli artt. 5, 6 e 12 della Legge n. 283/1962 (laddove previsto nel

bando);

- non deve essere stato, negli ultimi 2 anni, oggetto di revoca di benefici

precedentemente concessi nell’ambito della stessa Tipologia d’intervento del PSR

2014-2020, ovvero della corrispondente Misura del PSR 2007-2013 (Mi-sura 227), non

determinati da espressa volontà di rinuncia, e ad eccezione dei casi in cui sia ancora in

corso un contenzioso;

- non deve aver subito una revoca del contributo concesso nell’ambito del PSR 2014-

2020 ovvero del PSR 2007-2013, e che non abbia ancora intera-mente restituito

l’importo dovuto;

- deve essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali,

assistenziali, assicurativi, ai sensi dell’art. 1, comma 553 della L. 266/05 (sono esclusi i

privati proprietari che non svolgono attività di impresa).

- il possesso dei beni sui quali intende realizzare l' investimento deve risultare da contratto

registrato (o atto aggiuntivo al contratto stesso, analogamente registrato) dal quale

sia verificabile la disponibilità giuridica del bene per un periodo pari ad almeno 8 anni

dalla data di presentazione/ripresentazione della domanda di sostegno, durata

necessaria per la realizzazione dell’intervento e per garantire la manutenzione in

efficienza dei beni per 5 anni dalla liquidazione del saldo del contributo concesso. Fra i

titoli di possesso ammissibili per l’accesso al sostegno rientrano le “Concessioni e

locazioni di beni immobili demaniali”. Sono esclusi il comodato e i terreni in fida

pascolo. Le informazioni aziendali saranno desunte esclusivamente dal fascicolo

aziendale validato;

- essere in possesso dei requisiti di affidabilità espressi al par. 12.1 delle Disposizioni

Attuative Generali per le Misure non connesse alla superficie e/o agli animali;

- non essere soggetto a cause interdittive ai sensi della c.d. certificazione antimafia;

per il richiedente (soggetto pubblico):

· non aver subito una revoca del contributo concesso nell’ambito del PSR 2014-

2020 ovvero del PSR 2007-2013, e che non abbia ancora intera-mente restituito

l’importo dovuto;

· non essere stato, negli ultimi 2 anni, oggetto di revoca di benefici

precedentemente concessi nell'ambito della stessa Tipologia d'intervento de/ PSR

2014-2020, ovvero della corrispondente Misura del PSR 2007-2013, non determinati

da espressa volontà di rinuncia, e ad eccezione dei casi in cui sia ancora in corso

un contenzioso;",

Nel caso di A.T.S./A.T.I. non ancora costituite, la domanda di sostegno dovrà essere

presentata dal soggetto designato quale capofila,unitamente all’atto di impegno a

costituirsi in ATS/ATI contenente il conferimento del mandato da allegare alla domanda e

sottoscritto da tutti i partner. In tal caso l’intervento dovrà realizzarsialmeno su una

particella di ogni singolo soggetto raggruppato.

Si ricorda che poiché gli interventi b) e c) possono contribuire alla creazione di aree EFA

nell’azienda come previsto all?articolo 17(1) lettera d) del reg. UE 1305/2017, in tali casi le

aree interessate dall’ investimento non sono ammissibili ai pagamenti compensativi di cui

alla misura 10 se, secondo le disposizioni di cui all’ articolo 46(1) del reg. UE 1307/2013, esse

rientrano nell’obbligo del greening.

Qualora il bando emanato dal GAL Colline Salernitane relativo alla Misura 04 – Sottomisura

4.4 - Tipologia d’intervento 4.4.2, sia aperto contestualmente al bando emanato

dall’Amministrazione Regionale per la medesima misura, il beneficiario non può presentare

Domanda di sostegno per entrambi i bandi, a pena di decadenza da entrambi.

 

8. SPESE AMMISSIBILI

In coerenza con quanto stabilito dal paragrafo 2, art.45 del Reg.(UE) n.1305/13, sono

ammissibili esclusivamente i seguenti investimenti:

1. investimenti materiali per la realizzazione degli interventi a), b), e c) riportate nella

descrizione della tipologia d’intervento;

2. spese generali nei limiti dell'importo della spesa ammessa, così come riportate nel par.

12.4.3 delle Disposizioni Attuative Generali per le Misure non connesse alla superficie

e/o agli animali;

I costi ammissibili non coprono eventuali costi derivanti dagli obblighi di cui al vigente

Programma di azione per le zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola della Campania.

Per quanto attiene gli interventi b) e c) sono ammissibili a sostegno le spese per

investimenti materiali rientranti nelle seguenti tipologie:

· movimenti terra e operazioni di modellazione del terreno;

· realizzazione di manufatti idraulici di collegamento e interventi di sistemazione

spondale;

· dissodatura della superficie;

· preparazione del terreno (ripuntature, letamazione, fresatura);

· eliminazione di manufatti;

· acquisto e messa a dimora di piante.

Costituisce ulteriore riferimento per la determinazione dell’ammissibilità delle spese il

documento predisposto dal Ministero dell’Economia d’intesa con il Ministero delle

Politiche Agricole Alimentari e Forestali, concernente “Linee guida per la determinazione

delle spese ammissibili dei Programmi di Sviluppo Rurale e degli interventi analoghi”,

approvato dalla Conferenza Permanente per i rapporti Stato-Regioni l’11.02.2016.

Fermo restando quanto previsto dal par. 12.4.1.2. delle Disposizioni Attuative Generali per

le Misure non connesse alla superficie e/o agli animali, le quali costituiscono parte

integrante e sostanziale del presente bando, non sono ammissibili le spese per:

· le azioni di manutenzione in quanto finanziate dalla Misura 10.1.3.1

· gli investimenti realizzati antecedentemente alla data di presentazione della

domanda di sostegno.

A tal fine si precisa che un investimento si considera avviato qualora ricorra una delle

seguenti condizioni:

 

o risulta già pagato, anche solo parzialmente e a qualunque titolo (es.

acconto, caparra confirmatoria).

o è stato consegnato (con riferimento al DDT o fattura accompagnatoria).

 

Sono inoltre escluse le seguenti categorie di opere e voci di spesa:

· opere di manutenzione ordinaria, riparazioni;

· acquisto di dispositivi di prevenzione usati;

· spese di perfezionamento e di costituzione di prestiti;

· oneri finanziari di qualsiasi natura sostenuti dai beneficiari per il finanziamento

dell’investimento;

· oneri riconducibili a revisioni prezzi o addizionali per inflazione.

Pe tutto quanto non esplicitamente richiamato, il richiedente è tenuto a rispettare

quanto previsto dal par. 12.4.4 “Iva ed altre imposte” delle Disposizioni Attuative Generali

per le Misure non connesse alla superficie e/o agli animali.

Per i beneficiari privati:

La determinazione della spesa ammissibile a finanziamento terrà conto delle migliori

condizioni di mercato, documentate attraverso la presentazione di almeno 3 offerte,

fornite da almeno 3 diverse ditte in concorrenza, e riportanti lo sconto praticato rispetto al

prezzo di listino per ciascuna voce. Le offerte devono essere valide anche per forniture

parziali dei beni elencati.

Le offerte devono soddisfare tutte le condizioni previste dal paragrafo 13.2.2.1 delle

Disposizioni Attuative Generali per le Misure non connesse alla superficie e/o agli animali.

Le voci utilizzate nel computo metrico saranno quelle indicate nel ‘Prezzario per le opere di

miglioramento fondiario” vigenti in Regione Campania al momento della presentazione

della domanda di sostegno, in mancanza del riferimento, nel Prezzario Regionale delle

Opere Pubbliche. Laddove sono previsti lavori di ingegneria naturalistica le voci utilizzate

nel computo metrico saranno quelle indicate all’allegato tecnico del “Regolamento per

l’attuazione degli interventi di ingegneria naturalistica nel territorio della Regione

Campania” emanato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 574 del 22

luglio 2002, ovvero la versione più aggiornata vigente al momento della presentazione

dell’istanza di finanziamento.

In merito al riconoscimento dell’applicazione del reverse charge (pagamento fatture

senza importo IVA ai sensi dell’art. 17 deL DPR 633/72), gli interventi previsti dal presente

bando non rientrano nelle fattispecie indicate dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.

14/E del 27 marzo 2015 così come ribadito nella risposta consulenza giuridica n. 9/2015

dell’Agenzia succitata.

 

9. IMPORTI ED ALIQUOTE DI SOSTEGNO

Il sostegno è concesso sotto forma di contributo in conto capitale sulla spesa

ammissibile. L'intensità del sostegno è fissata nella misura del 100% della spesa

ammissibile di progetto, per un importo massimo di 50.000,00 e u r o .

È facoltà delle imprese richiedenti presentare progetti superiori ai suddetti massimali,

fermo restando che il contributo concedibile verrà calcolato nel rispetto di detti limiti

massimi di spesa.

È consentito poter presentare una sola domanda di sostegno a valere sul presente

bando e per una sola delle tipologie di intervento descritte nel par. 5 “Descrizione degli

interventi”.

E' possibile richiedere ulteriore finanziamento qualora sia avvenuto collaudo e formale

proposta di liquidazione del saldo del progetto d'investimento finanziato a valere con il

bando della tipologia 4.4.2 di cui al DRD n. 09 de/ 13/06/2017 e ss.mm.ii., pubblicato nel

BURC n. 49 del 19/06/2017"

 

10. PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI SOSTEGNO E DOCUMENTAZIONE DA

ALLEGARE

 

L’apertura dei termini per la ricevibilità delle domande di sostegno decorre a partire dal

Giorno 18 febbraio 2019 compreso e fino alla chiusura dei termini stabilita il giorno 18

maggio 2019 ore 23,59 per il rilascio delle DdS sul SIAN e il giorno 20 maggio 2019 ore 13,30

per la eventuale consegna cartacea al protocollo del GAL Colline Salernitane.                          

Le Domande di Sostegno e le Domande di Pagamento devono essere presentate nel

rispetto di quanto disposto al par. 9 delle Disposizioni Attuative Generali per le Misure non

connesse alla superficie e/o agli animali, per via telematica, tramite la compilazione della

domanda informatizzata presente sul portale SIAN, previa costituzione/aggiornamento

del “fascicolo aziendale”. Nel caso di partecipazione in forma associativa, si richiama

quanto disposto al paragrafo 21.1.1 – Fascicolo Aziendale delle Disposizioni Generali

Attuative del PSR Campania 2014-20. Ai fini della presentazione delle Domande di Sostegno e delle Domande di Pagamento, il Beneficiario potrà ricorrere ad una delle

seguenti modalità:

 

· presentazione per il tramite di un Centro di Assistenza Agricola (CAA)

accreditato dall’OP AGEA, previo conferimento di un mandato;

· presentazione per il tramite di un libero professionista, munito di opportuna delega

per la presentazione della Domanda appositamente conferita dal Beneficiario,

accreditato alla fruizione dei Servizi dalla Regione, attraverso il “responsabile

regionale delle utenze” presso la UOD 52 06 09.

La domanda deve contenere:

 

Per tutti i beneficiari

 

1) Domanda di sostegno – obbligatoria - con allegata la check list documentale,

indicato al paragrafo 9.1 delle Disposizioni Attuative Generali per le Misure non

connesse alla superficie e/o agli animali del PSR Campania 2014-2020; il modello di

Domanda stampato, dovrà essere sottoscritto e successivamente rilasciato sul SIAN,

unitamente alla copia fotostatica di un documento d’identità o di riconoscimento in

corso di validità;

2) Progetto esecutivo, secondo la normativa vigente, costituito in particolare dai

seguenti elaborati (quando non diversamente specificato la documentazione è

richiesta per tutte le azioni) la cui mancanza indicata determina l’inammissibilità del

singolo investimento:

a. breve relazione tecnica predisposta con riguardo almeno ai seguenti aspetti

conoscitivi: ubicazione dell’azienda e caratteristiche territoriali; descrizione dell’

intervento proposto (caratteristiche tecniche, costi, epoca di realizzazione);

elementi quali/quantitativi ai fini dell?attribuzione dei punteggi per ogni principio

di selezione;

b. carta tecnica regionale (CTR) dell’area (1:5.000);

c. dati catastali (estratto di mappa e visura semplice) delle particelle oggetto d’

intervento;

d. sovrapposizione della planimetria del progetto sul catastale (in scala) e sulla

CTR (1:5.000);

e. documentazione fotografica, referenziata per l’identificazione dell’area e su

supporto informatico, dello stato dei luoghi e degli elementi che saranno

oggetto degli interventi di recupero/ampliamento (coni ottici);

f. rilievo (dichiarazione) di tecnico incaricato o RUP e progettista in caso di

beneficiario pubblico, attestante l’avvenuta misurazione delle aree con

strumenti di precisione anche informatici e dello stato dei luoghi ante opera;

g. autorizzazione “sismica” completa degli elaborati progettuali presentati per la

stessa;

h. [per i soli interventi b) e c)] elenco delle specie che saranno impiantate, sesto

d’impianto, numero di piante/ettaro, numero di piante per ogni specie in

consociazione, schema d’impianto, forma di governo e turno di taglio;

i. [per i soli soggetti pubblici] procedura di avvenuta apposizione del vincolo di

pubblica utilità; piano particellare di esproprio di progetto, o da un

analogo elaborato nel caso l’intervento venga realizzato senza ricorso ad

espropriazione, laddove l’investimento riguardi superfici aziendali

j. grafici, rilievo delle opere esistenti, planimetria delle opere da realizzare,

profili altimetrici, prospetti, sezioni e disegni di dettaglio con particolari costruttivi;

k. cronoprogramma dell'esecuzione del progetto da completarsi entro 365

giorni dalla concessione dell’ aiuto per i beneficiari pubblici ed entro 280 giorni

per i beneficiari privati;

l. [per i soli soggetti pubblici] disciplinare tecnico prestazionale delle opere

previste in progetto con indicazioni dimensionali e sui materiali, avendo cura di

specificare i luoghi, le modalità e le fasi di realizzazione delle tecniche;

m. [per l’intervento a); perizia contenente i calcoli per il dimensionamento delle

opere e solo per le tesi a dimostrare la stabilità dell?opera e la idoneità della

tecnica adottata

n. computo metrico estimativo analitico con riferimento agli interventi indicati da

ciascuna azione e con voci e costi desunti dai vigenti Prezzari. In caso di

associazione e per interventi svolti su particelle di associati diversi il computo

metrico dovrà essere redatto in modo tale da rendere evidente gli interventi

realizzati da ogni singolo associato;

o. quadro riepilogativo delle opere e delle spese;

p. per i soli soggetti pubblici] piano di sicurezza e di coordinamento ai sensi del

D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 T.U.;

q. “Procedura di verifica preliminare della Valutazione di Incidenza” ove

richiesta;

r. autorizzazioni, pareri e nulla osta degli Enti, Amministrazioni o persone aventi

competenza per materia e/o territorio, da sintetizzare nello schema di

dichiarazioni sostitutive (allegato A);

s. qualora realizzata, relazione sull’applicabilità dell’ingegneria naturalistica

contenente la descrizione dei criteri utilizzati per la scelta delle tecniche

previste, dei materiali da utilizzare, delle misure adottate per favorire

l?inserimento delle opere nel contesto preesistente. Dovrà essere prodotto

specifico computo metrico (eventualmente con sottocapitoli all’interno del

computo metrico) ed il totale dei costi, ad essi relativi, dovrà essere espresso in

termini percentuali rispetto all’importo totale dei lavori;

t. piano manutenzione dell’intervento nei cinque anni successivi alla

realizzazione, con la specificazione delle risorse umane, strutturali e finanziarie

da utilizzare nonché delle fonti finanziarie;

u. l'orientamento tecnico-economico (OTE) dell'azienda calcolato utilizzando

l’applicativo Class-CE-Lite, disponibile sulla pagina internet

http://rica.crea.gov.it/classce_lite/ seguendo le indicazioni della specifica nota

metodologica (scegliendo nello step 1 per la “Tipologia di classificazione”

l’opzione “PSR Campania”).

 

La documentazione tecnica dovrà essere datata e convalidata da timbro e firma del

professionista che la elabora.

Pareri, autorizzazioni e nulla osta dovranno essere datati e firmati dall’ Ente o

Amministrazione o persone aventi competenza per materia e/o territorio.

La documentazione tecnica presentata presso altri Enti per ottenere pareri, nulla osta e

autorizzazioni deve essere riproposta, in copia conforme, allegata alla Domanda di

sostegno.

Non saranno ritenuti ammissibili progetti con autorizzazioni, pareri e nulla osta privi di data

o con data antecedente i dodici mesi dalla presentazione, che comunque garantiscono

validità nei termini previsti della durata dell’intervento dal cronoprogramma del progetto.

 

11. MODALITÀ E TEMPI DI ESECUZIONE DEL PROGETTO

Il termine per l’ultimazione dei lavori e per la relativa rendicontazione è fissato in 365

giorni dalla data del decreto di concessione dell?aiuto per i beneficiari pubblici ed entro

280 giorni per i beneficiari privati. I termini temporali entro cui l’iniziativa ammessa a

finanziamento deve essere completata, fatte salve eventuali proroghe concesse al

beneficiario, includono la gestione amministrativa dell’intervento.

La modalità di realizzazione dell’investimento deve essere conforme al progetto

approvato dal competente Soggetto Attuatore. Per i soggetti pubblici, in caso di

aggiudicazione con il criterio “dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, le

proposte migliorative della ditta aggiudicataria devono essere strettamente pertinenti

alla natura, all?oggetto e alle caratteristiche del contratto così come disposto dall?art 95

comma 6 del D.lgs n. 50/2016.

Nei casi in cui si sia proceduto all’affidamento con evidenza pubblica, i tempi suddetti

decorrono dalla data che ha rideterminato il contributo concesso.

Gli acquisti ed i servizi previsti dal piano degli investimenti devono essere realizzati dalle

ditte prescelte in occasione della presentazione dell?istanza; la loro modifica, solo se

motivata direttamente dal fornitore interessato per condizioni oggettive che

impediscono di rispettare l’offerta, deve essere preventivamente richiesta e può essere

autorizzata sempreché siano rispettate le stesse condizioni dell’ offerta selezionata,

pena inammissibilità della spesa sostenuta.

L’avvio delle operazioni connesse alla realizzazione del progetto deve essere

comunicato a mezzo invio di PEC al GAL Colline Salernitane (come da modello allegato

n. 6) allegando la documentazione di cui al par 16.2 delle Disposizioni Attuative Generali per le misure non connesse alla superficie e/o agli animali. La mancata comunicazione

comporta lapplicazione di una sanzione.

 

Maggiori informazioni al seguente link:

http://www.galcollinesalernitane.it/wp-content/uploads/2019/02/T.I.-4.4.2._e_ALLEGATI_A.pdf


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