L'agricoltura come sistema rurale: le proposte della Cia

Si è svolto a Napoli il 28 gennaio u.s. l'incontro "Agricoltura è sistema rurale" organizzato da Cia Campania il convengo  Agricoltura è sistema rurale

Questi i temi proposti dalla Cia:

-Superare l’ostacolo dei pagamenti Agea,  entro 1 anno, la nascita di un ente pagatore regionale.

-Coinvolgerele associazioniagricole  nella programmazione dei prossimi PSR, per superara la macchinosità delle procedure.

-Un marchio unico della Regionale per il food e l’agroalimentare per garantire più reddito alle piccole e medie aziende  agricole campane nel contesto della filiera agroalimentare.  Un ruolo centrale dovrebbe essere svolto dall’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno.

-Combattere le emergenze fitosanitarie come il Cinipide del castagno, Xylella, la Mosca della frutta,attraverso la ricerca  per avere nuove varietà certificate e tutelare il nostro patrimonio di biodiversità.  Si propone che vengano stanziati in tale ambito fondi nella prossima programmazione dei Psr.

-Una legge per semplificare le norme sulla produzione, trasformazione  e confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza  aziendale per la vendita diretta.

-Applicazione del decreto legislativo 228/2001, che prevede che i Comuni possono affidare direttamente alle aziende agricolesingole (50.000 euro) ed in forma associata (300.000 euro) tutta una serie di attività di manutenzione e salvaguardia del territorio in deroga alle normali gare di appalto mediante affidamento diretto.

-Valorizzazione del patrimonio forestale riprendendo la cultura della gestione sostenibile del sottobosco. Lo sviluppo della filiera legno-energia non riguarda solo il bosco, ma può e deve interessare anche le imprese agricole. Si tratta di organizzare dei sistemi agroenergetici locali, basati su una rete di piccoli impianti di valorizzazione delle biomasse.

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca nel  condividere le proposte della Cia, ha concluso sostenendo che la Campania ha una offerta di prodotti più varia e qualitativamente più elevata d'Italia. Possediamo tutti i requisiti utili per  collocarci sul mercato a testa alta e lavorare affinchè il 2019 possa essere l'anno della sburocratizzazione più radicale.


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