Pensioni dignitose per gli agricoltori Italiani- Interventi urgenti

Nella splendida cornice del Castello Normanno del Guiscardo a Caggiano, si è svolto con gran successo il convegno “Pensioni dignitose per gli Agricoltori Italiani“ organizzato dalla Confederazione Italiana Agricoltori di Salerno e dal suo Patronato Inac, Venerdì 21 Luglio u.s.

Alla riunione si è discusso di pensioni e previdenza. Per tale occasione, la Cia provinciale di Salerno ha invitato esponenti di spicco della politica locale ed Antonio Barile (Presidente del Patronato Inac  Nazionale e Responsabile Politiche Sociali), proprio allo scopo di creare una sinergia tra territori locali e nazionale, con il duplice obiettivo di approfondire le azioni da realizzare sulle tematiche pensionistiche e previdenziali .

 Le riforme pensionistiche che si sono succedute negli ultimi venti anni, con la reintroduzione del sistema contributivo, hanno peggiorato in modo peculiare la previdenza dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali (Iap). Le analisi dell’Inac mettono in evidenza che dalle riforme Amato, Dini e Fornero ai pensionati italiani vengono sottratti ben 900 miliardi di Euro.

 Il presidente Inac  Antonio Barile ha ribadito che il disegno di legge Gnecchi/Damiano, che prevede una pensione base di 500 euro a cui aggiungere la pensione maturata con i contributi versati, è un’ottima base per la soluzione al progressivo impoverimento delle pensioni. Questa proposta di legge ha il pregio di non essere corporativa, ma punta a migliorare la condizione previdenziale di tutti i lavoratori autonomi e dipendenti che con il sistema contributivo non maturano una pensione dignitosa. La discussione che si è aperta dopo l’intervento di Barile è stata molto propositiva, con numerosi interventi che hanno messo in evidenza ancora di più le preoccupazioni e la necessità che la Cia continui a farsi portavoce principale di questa spinosa situazione.

 

 


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